Il retro del Castello di Pilato a Nus, con le due torrette in pietra e il tetto innevato in primo piano
Castello di Pilato, Nus — foto: Patafisik · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Ci sono paesi in cui la storia si studia e paesi in cui ci si imbatte camminando. Nus appartiene alla seconda categoria: nel centro del borgo, tra le case e la strada, si alzano due torrette e tre spessi muri di pietra che tutti chiamano Castello di Pilato. Sì, proprio quel Pilato, il governatore romano della Giudea dei Vangeli. Che ci farebbe in Valle d'Aosta? Mettetevi comodi, perché questa è una delle storie più curiose del territorio.

Cosa racconta la leggenda

Secondo la tradizione, Ponzio Pilato sarebbe stato esiliato in Gallia da Caligola, a Vienne, sul Rodano. Per arrivarci avrebbe percorso la via romana che risaliva la valle e si sarebbe fermato proprio qui, a Nus, per una sosta nel lungo viaggio verso l'esilio.

L'idea non nasce dal nulla: da questa valle passava davvero la grande strada delle Gallie, voluta da Augusto. Lo stesso nome del paese, secondo una delle spiegazioni proposte, deriverebbe dal latino nonus, perché il luogo si trovava a nove miglia romane da Augusta Praetoria, l'attuale Aosta. Una stazione di sosta romana, una strada importante, un viaggiatore famoso: gli ingredienti per un buon racconto c'erano tutti.

Cosa dice la storia

Bisogna essere onesti: di quel passaggio non esistono riscontri storici. Quando Pilato avrebbe viaggiato, a Nus c'era al massimo una mansio, un punto di sosta romano. E il castello che porta il suo nome è arrivato molti secoli più tardi, costruito dai Signori di Nus, una delle più antiche famiglie feudali della valle.

Curiosamente, la leggenda sembra essersi perfino spostata. Una tradizione del Seicento collocava il soggiorno di Pilato nell'altro castello, quello sulla collina. A far scendere il racconto in paese potrebbe essere stata una scoperta dell'Ottocento: nel 1846 Édouard Aubert riferì del ritrovamento di monete antiche e medaglie romane tra le rovine del borgo. Bastava poco per trasformare un indizio in una prova.

Il vero castello: una casaforte medievale

La data di costruzione è incerta: le fonti oscillano tra il XII e il XIV secolo. Il primo documento noto è del 1337, quando Alexandre e Jean de Nus prestano omaggio feudale per una casa merlata nel borgo, all'ingresso del paese sulla strada che arriva da Aosta.

Verso la fine del Cinquecento un incendio distrusse l'edificio, e con lui i documenti della famiglia, che andarono perduti. I signori si trasferirono allora nel castello sul promontorio, sopra il vallone di Saint-Barthélemy. Di quella che era una casa a quattro piani restano oggi le due torrette pensili d'angolo e tre muri perimetrali. Il quarto, quello sud, è stato abbattuto per allargare la strada a cavallo tra Ottocento e Novecento e, dopo essere stato ricostruito, è andato di nuovo perduto negli anni Sessanta per un incidente d'auto.

Come visitarlo oggi

Il castello appartiene al Comune di Nus ed è stato restaurato con un intervento moderno: una copertura in vetro e acciaio e una scala nascosta in una struttura di legno sul lato sud, che porta a un camminamento e alle torrette di guardia. All'interno ci sono pannelli informativi e, sui muri, si riconosce ancora un grande camino.

Per voi è una visita comodissima: da Le Case Antiche ci arrivate a piedi, senza prendere l'auto. Anche Le Case Antiche, del resto, hanno radici lontane: il loro nucleo più antico risale alla fine del Duecento, intorno al 1296, addossato alla cappella di San Giovanni Battista. Passeggiando in paese è facile immaginare un borgo già vivo mentre i Signori di Nus amministravano queste terre.

E l'altro castello?

Alzando lo sguardo noterete il Castello di Nus, sul promontorio a nord-ovest del borgo, a guardia del vallone di Saint-Barthélemy. Compare in un documento del 1287 e fu la residenza della famiglia dopo l'incendio. Oggi non è aperto alle visite ordinarie, salvo occasioni particolari, ma merita uno sguardo dal paese. Per vedere un maniero completo, invece, il Castello di Fénis è a soli 3 km, circa 5 minuti d'auto.

Consiglio pratico: gli accessi al Castello di Pilato possono cambiare durante l'anno e in inverno le visite vanno concordate con il Comune. Prima di andare controllate la scheda aggiornata su lovevda.it oppure contattate il Comune di Nus o l'ufficio del turismo.

Dormire nella storia di Nus — Le Case Antiche

Il borgo, le sue leggende e i suoi castelli sono a due passi da casa. Vi aspettiamo nel cuore di Nus.